Metodo del Vocal Fry di Roberto Panzanelli
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Metodo del Vocal Fry

Metodo del Vocal Fry

Il metodo poggia su studi scientifici pubblicati in:

  • “Analisi Acustica del Vocal Fry di 45 cantanti Pop, Tesi del corso di alta formazione in Vocologia Artistica, 2006
  • “Analisi e classificazione del Vocal Fry” in “la Voce del Cantante” Vol. 5 a cura di F. Fussi ed. Omega 2009;
  • “il Canto Leggero: generi, stili e modi” in “La Voce: fisiologia, patologia, clinica e terapia” a cura di O. Schindler ed. Piccin 2009;
  • “0-22.000 Hz: Formanti e Spettrogrammi della voce” in “la Voce del Cantante” Vol. 6 a cura di F. Fussi ed. Omega 2011;
  • “Il Metodo del Vocal Fry” in “la Voce Parlata e Cantata” di D. Lombardo, ed. Cobert, 2011.

 

Relazioni sugli studi sono state fatte nei congressi:

  • La “Voce del Cantante tra Arte Scienza” – congresso organizzato dal Centro di Audiofoniatria- Spoleto 2003
  • La “Voce Artistica” –  congresso organizzato da F. Fussi, Ravenna 2007
  • La “Voce Artistica” –  congresso organizzato da F. Fussi, Ravenna 2009

 

Seminari sul Metodo del Vocal Fry sono stati effettuati a:

  • Avezzano (Aquila) nel 2012 presso Accademia Musicale per Cantanti Moderni organizzato da Paola Ronci;
  • Lecco nel 2015, cicli di seminari in Ottobre e Novembre 2015 per i coristi della provincia di Lecco organizzati da Daniela Nason (Presidente USCI Unione Società Corali Italiane – Lecco) e Anna Fruet (direttore dell’Ensemble Femminile Cum Corde);
  • Gubbio (PG) nel 2015 per il Festival “Umbria in Voce” organizzato da Claudia Fofi.

 

 

Il Metodo del Vocal Fry ®

(da “Il Metodo del Vocal Fry” in “la Voce Parlata e Cantata” di D. Lombardo, ed. Cobert, 2011.)

 

Il Metodo del Vocal Fry® è un metodo di addestramento vocale finalizzato alla tecnica del Canto Moderno messo a punto da Roberto Panzanelli, didatta della voce residente a Perugia. Il metodo è il risultato, oltre che dell’esperienza didattica e musicale, di una lunga ricerca sulla fisiologia della voce portata avanti in chiave sperimentale, videostrobolaringoscopica e di analisi acustica-computeristica dallo stesso R.P. in collaborazione con il Centro di Audio-Foniatria di Spoleto. Ricerca nata a metà degli anni 90 (ma è ancora in corso) alla quale hanno contribuito i numerosi cantanti approdati al laboratorio UmbrianCanto che hanno prestato la loro voce alle analisi.

E’ in preparazione un manuale sul Metodo del Vocal Fry. Sono stati pubblicati invece alcuni dei risultati della ricerca tra cui il recente Analisi e classificazione del Vocal Fry, utilizzo nella Logopedia e nella Didattica di Roberto Panzanelli, Roberta Mazzocchi, Susanna Brizi, su La Voce Artistica Vol.5 (ed. Omega, 2009)

Riportiamo sotto una sintesi del Metodo del Vocal Fry e un chiarimento su alcune questioni, a cominciare da che cosa sia il Vocal Fry.

 

Che cos’è il Fry?

Il Vocal Fry (più semplicemente Fry) è quella voce grave, scoppiettante, metallica la cui pratica è molto diffusa nei bambini. La traduzione letterale è Frittura Vocale. I sinonimi sono numerosi: Radice della Voce, Voce basale, Strowbass, etc. Il Fry può essere sia un suono completamente staccato dalla voce, sia un suono che si aggiunge ad essa. In ogni caso fa parte del repertorio quotidiano di tutti, o di quasi tutti, anche se non ci si fa caso: è nell’intercalare, è all’inizio di molte frasi o parole, serve per recuperare fisioligicità e/o concentrazione. Dal punto di vista fisiologico la presenza del Fry è indicativa di uno stato di benessere vocale, mentre la sua assenza è indicativa di un qualche cosa che non va. Questo è confermato dal fatto che ogni voce in presenza di una patologia vocale ha grandi difficoltà a prendere il Fry, mentre con la guarigione esso riemerge. La spiegazione di questo fenomeno può essere dedotta in primo luogo dalla capacità che ha la mucosa vocale, quando è fresca e regolare, di bloccare completamente l’aria e di creare un suono scoppiettante e grave, capacità che è compromessa nel momento in cui la mucosa perde in “freschezza”, o mostra delle patologie (noduli ad es.). Tuttavia la presenza del Fry è indicativa anche di un funzionamento ottimale della laringe, dove la tonicità muscolare lega con grande equilibrio percettivo. Le voci che hanno un “buon” Fry, infatti, hanno sempre la capacità di emettere una serie di suoni glottali-gutturali in cui c’è un bilanciamento muscolare ottimale e una qualità percettiva avanzata. La stesse capacità che portano ad una proiezione “fluida” della voce. Ossia alla capacità di farsi sentire a distanza, di “gridare” correttamente. Per questo il Fry può essere considerato il punto chiave (strumento, obiettivo, riferimento, a seconda del livello di addestramento) per aumentare le capacità tecniche della voce senza compromettere la sua naturalezza e fisiologicità.  Anzi, aumentandole.

 

Filosofia del Metodo

Il punto di partenza perciò è la considerazione del “buon” Fry. Sul significato di buon Fry si può aprire una trattazione acustica, che è quella che è stata fatta nel lavoro pubblicato sulla Voce Artistica vol.5.

Per noi cantanti e/o didatti della voce può essere sufficiente ponderare questi elementi:

  • il Fry di una persona può variare giornalmente e anche nei vari momenti di una giornata.
  • Il buon Fry corrisponde anche ad una buona voce.
  • Per buon Fry si intende un Fry brillante, stabile, scoppiettante e con poco fiato.

Non è un buon Fry quello che è soffocato, quello che è ricco di fiato, poco brillante. E’ facile distinguere con l’orecchio un buon Fry da un Fry approssimativo. Detto questo, e sottolineato che oramai tutti i fisiologi sono d’accordo sull’importanza del Fry (ossia, se non c’è la voce non funziona), è possibile intraprendere un allenamento vocale che utilizzi il Fry come riferimento. E’ quanto viene proposto dal metodo. E’ possibile sperimentare sulla voce, anche forzando alcuni confini (solo apparenti), se si tiene in considerazione la bontà del Fry e la messa a punto del Meccanismo del Fry. Meccanismo che è lo stesso che porta ad una voce di petto ad alte prestazioni; e che è lo stesso che può portare ad una buona voce lirica di petto. L’attenzione al Fry e al Meccanismo del Fry sviluppa una consapevolezza laringea e corporea che, a loro volta, rendono fluide espressioni della voce considerate dure e inopportune anche da molti metodi moderni (mentre invece i cantanti del repertorio moderno mostrano di esser in possesso di tali espressioni). Il Metodo del Vocal Fry®  ha messo a punto una serie di esercizi efficaci per sviluppare tale consapevolezza.

 

Obbiettivi concreti del metodo

Obbiettivi a breve termine: miglioramento della voce di petto e della consapevolezza di essa. Verifica con analisi acustica sulle formanti del Fry (F4/F5)

Obbiettivi artistici: in merito ai Registri vocali che uno studente può mettere a punto il metodo mira alla consapevolezza dei seguenti:

  • Registro di Petto ad alte prestazioni (con formanti stabili dai 4000 ai 10000Hz)
  • Voce Mista (con rapporto fiato/suono portato verso il primo e con consapevolezza del ruolo delle false corde per la gestione dei toni alti)
  • Belting (come conseguenza della voce mista)
  • Voce graffiata (da utilizzare più o meno sporadicamente a seconda dall’individuo, ma necessaria per la messa a punto di una fisiologia vocale avanzata)

 

Esercizi proposti

Il metodo utilizza:

  1. esercizi di respirazione
  2. esercizi bioenergetici
  3. esercizi vocalici.

1) Gli esercizi di respirazione sono indirizzati alla consapevolezza di un respiro addominale-toracico, del movimento del diaframma e dell’aggancio tra quest’ultimo e i punti leva base bocca-laringe.

2) Gli esercizi bioenergetici prevedono l’utilizzo del corpo, il movimento e la relazione con la voce (in varie modalità, senza musica, con musica, improvvisando, seguendo un canovaccio, etc..)

3) Gli esercizi vocalici provengono in parte dalla logopedia, in parte dalla tecnica di canto tradizionale, in parte sono esclusivi. Tra gli esercizi tradizionali vengono ritenuti di importanza basilare: la voce a lx bassa, la voce penetrante nasale e la voce lirica di petto. Riguardo la voce lirica di petto non è ritenuto indispensabile saperla utilizzare al meglio (in chiave artistica per così dire) ma è importante saperla produrre. Inoltre si sottolinea che tale voce può essere prodotta anche dalle donne. Anche per loro è considerata importante.

Tra gli esercizi esclusivi vengono considerati di notevole importanza gli agevolatori del Fry:

  • gemito
  • tosse sonora
  • attacco epiglottale
  • harsh voice
  • growl

Nel momento in cui si è in possesso di un buon Fry, questo viene utilizzato per altri esercizi:

  • vocalizzazioni del Fry
  • passaggio Fry – voce normale sulle varie vocali (inizio sul Fry)
  • Fry come suono aggiunto alla voce (doppi suoni)
  • produzione del Fry a lx alta.

Tra gli esercizi più importanti che agevolano il Fry viene tenuta in grande considerazione:

  • la vocalizzazione della voce nasale con produzione di armonici
  • l’equalizzazione delle vocali in produzione armonica.

In pratica si tratta dell’inizio della tecnica che porta allo sviluppo del canto armonico. Anche in questo caso non è ritenuto indispensabile sapersi esprimere artisticamente col canto armonico, ma saper produrre armonici è ritenuto molto utile per lo sviluppo della voce e del Fry.

In merito agli agevolatori del Fry, poiché alcuni di essi sono considerati tradizionalmente duri, sottolineiamo che:

  • sia il Fry che gli agevolatori sono suoni che già appartengono ad una buona voce.
  • Tali suoni fanno parte del repertorio di moltissimi attori, doppiatori e cantanti professionisti.
  • Se la voce è già in possesso di essi non viene assolutamente forzata: il Fry diviene un riferimento e un piccolo riscaldamento.

In merito ai fattori psicologici e bioenergetici sottolineiamo la grande importanza che questi rivestono. Per questo ultimamente siamo attivi nella messa a punto di nuovi esercizi bioenergetici, che coinvolgono corpo, respiro, voce e relazione simultaneamente. Sottolineiamo anche come una ricerca vocale avanzata sconfini in sé nella bioenergetica. Risulta immediato a tutti gli sperimentatori (anche ai neofiti) come la produzione di armonici, e quindi il canto armonico (anche il più rudimentale) penetri subito nei livelli sottili della coscienza.

(da “Il Metodo del Vocal Fry” in “la Voce Parlata e Cantata” di D. Lombardo, ed. Cobert, 2011.)